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Archivio per marzo 2011

EURO 2: LA VENDETTA

Pubblicato da jacarta su 29 marzo 2011

Eugenio Benetazzo il primo ed unico predicatore finanziario in Italia

Eugenio Benetazzo

Ritorno ancora su un argomento che mi sta particolarmente a cuore visto che sono stato uno dei primi a parlarne in anticipo in tempi non sospetti, era infatti il 2008 quando spiegavo il Club Med e a che cosa ci avrebbe portato. La scorsa estate ho scritto il saggio economico intitolato “L’Europa sé rotta” ma pare che ancora adesso la maggior parte dei piccoli risparmiatori ed investitori italiani non si renda conto di che rischi gravino sui  loro portafogli e sullo scenario macroeconomico europeo. Nello specifico il cosiddetto rischio di spaccatura monetaria all’interno dell’area valutaria dell’Unione Europea. Sostanzialmente tutto questo è rappresentato dalla Teoria di Euro 2 ovvero l’emersione o la creazione di una seconda divisa in Europa che venga adottata dai paesi periferici.

La crisi dei PIGS (ho scoperto che ci sono persone che ancora non sanno che cosa sono) è in realtà la crisi dell’euro ovvero di una moneta imposta dall’alto a 17 economie che tra di loro hanno ben poco in comune. La moneta per ogni paese è una potente arma di difesa in momenti di turbolenza o difficoltà finanziaria, rappresenta una sorta di valvola a pressione per raffreddare l’economia o per rilanciarla in momenti di profonda contrazione. Nello specifico aver obbligato paesi come il nostro ad usare una divisa troppo forte per un economia troppo debole è stato una follia. Se ne stanno rendendo conto troppo tardi adesso le autorità istituzionali, nonostante i recenti moniti di prestigiose personalità dello stesso mondo accademico, vedi Roubini, Stiglitz, Fitoussi, Attali e Zingales. 

Per chi non lo sapesse vi sono centinaia di operatori istituzionali che stanno covando in silenzio operazioni di speculazione finanziaria sul default dell’euro o sulla sua dipartita: persino Warren Buffet ha sentenziato la fine prossima della moneta unica a fronte delle continue e ripetute difficoltà di Spagna e Portogallo. La crisi dei PIGS ha fatto emergere una  insostenibile architettura finanziaria tra i paesi virtuosi dell’Europa del Nord e quelli in quarantena finanziaria dell’Europa Periferica: in poche parole il debito dei paesi deboli è in mano per la maggior parte ai paesi sani e forti (si fa per dire, infatti anche la Germania molto presto si troverà a dover aiutare altri partner europei per evitare di perdere la leadership politica in Europa). 

Il Giappone, con quello che ha recentemente subito, non preoccupa nessuno (almeno dal punto di vista economico) in quanto il 95% del suo debito pubblico è in mano agli stessi giapponesi, mentre Francia, Germania ed Inghilterra detengono percentuali rilevanti del debito pubblico spagnolo, greco, irlandese, italiano e cosi via. Pertanto le sorti del debitore sono nelle mani del creditore: il peggior scenario ! Ponete pertanto la massima attenzione: quello che un tempo poteva essere un investimentio risk free come un titolo di stato europeo oggi potrebbe essere uno dei primi investimenti a prendere un bagno di sangue. Lo stesso Cameron, incalzato successivamente dalla Merkel, ha più volte ribadito che non è possibile continuare a far pagare ai soli contribuenti questa bomba con la miccia accesa, in più occasioni qualcuno ha paventato l’idea del default parziale.

Con questo termine si intende il rimborso non integrale dei titoli di stato alla loro naturale scadenza. Recentemente la Banca J.P. Morgan ha ipotizzato per il breve periodo la possibilità di default parziale dal 5% al 25%, a seconda dello scenario, per i paesi PIGS (mettendoci dentro anche l’Irlanda e l’Inghilterra). Evitate pertanto di massificare il vostro portafoglio con solo titoli di stato aerea euro, specie se a tasso fisso e con scadenze molto lunghe, preferite piuttosto le emissioni con tasso ancorato all’inflazione. Se poi si volesse scegliere il titolo di stato più sicuro al mondo in questo momento allora si dovrebbe puntare su quelli norvegesi: strana fatalità, infatti la Norvegia è un paese che di entrare in Europa proprio non ne vuol sentire.

Fonte: www.eugeniobenetazzo.com

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DUE NEL MIRINO

Pubblicato da jacarta su 11 marzo 2011

Eugenio Benetazzo il primo ed unico predicatore finanziario in Italia

Eugenio Benetazzo

Non posso fare a meno di esprimermi in questo momento su un argomento che ho affrontato e approfondito con i miei corrispondenti dagli States relativamente alla crisi libica ed al nauseante volume di gossip politico italiano a sfondo sessuale. Da mesi ormai si sta facendo il possibile per aizzare il più possibile l’opinione pubblica contro Berlusconi, non tanto per ragioni legate alla sua discutibile politica di governo, quanto piuttosto per l’attività libertina a sfondo sessuale di cui i media nazionali ci hanno raccontato e descritto minuziosamente. Non entro nel giudizio di questi comportamenti, il giudizio infatti è inutile in un paese  in cui la metà della popolazione si dichiara addirittura indifferente ai fatti di Arcore e Palazzo Grazioli (secondo l’indagine di un noto quotidiano italiano).

E non pensate che dalla parte opposta (il centro sinistra) ci sia differenza, episodi di gossip a sfondo sessuale se ne sono già sentiti anche in passato, tuttavia con un fragore mediatico molto più modesto e contenuto. La verità è che in questo momento l’attenzione è catturata dal chi, come, cosa e quando, piuttosto che sul perché. Perché il premier italiano sta diventando sempre più oggetto di attacco mediatico volto a distruggerne il più possibile la reputazione nei confronti dell’elettorato ? Semplice: perché è diventato un soggetto troppo scomodo, ingestibile e fuori da ogni controllo per le forze di establishment politico internazionale.

Non dimentichiamo infatti che Silvio Berlusconi, nel bene o nel male, ha messo in essere per il nostro paese un partneriato strategico con Russia e Libia, due storici paesi nemici degli Stati Uniti. L’idea infatti che il 52esimo stato (l’Italia) si sia affrancato dal punto di vista energetico senza sottostare ai giochi di potere delle potenti lobby petrolifere statunitensi, potete stare certi che infastidisce alquanto lo Zio Sam a Washington. Ragion per cui è molto plausibile aspettarsi che forze a noi sconosciute stiano operando nel nostro paese al fine di distruggere Berlusconi agli occhi dell’elettorato italiano con il fine di sostituirlo quanto prima con un nuovo primo ministro molto più compiacente.  Allo stesso trattamento sembra sia stato destinato anche l’amico del premier italiano, il Colonello Gheddafi, il quale recentemente ha acquisito una quota di partecipazione azionaria rilevante in Finmeccanica.

Per chi non lo sapesse quest’ultima è una società leader al mondo nella produzione di sistemi di difesa aerospaziale ed al tempo stesso principale fornitore della difesa statunitense. Pertanto Gheddafi, a meno che non venga quanto prima destituito o spazzato via, ha tranquillamente accesso alla consistenza degli approvvigionamenti militari statunitensi. Questo è più che sufficiente per istigare una finta rivoluzione con sommosse sociali pilotate al fine di ottenere la solita scusante per l’intervento militare con il nobile scopo di esportare la democrazia. Dubito infatti che quanto stia accadendo in Libia, un paese la cui popolazione godeva di un tenore di vita considerevolmente migliore rispetto alle popolazioni di paesi confinanti, non sia affatto casuale quanto piuttosto una classica operazione di false flag.

DUE NEL MIRINO by Eugenio Benetazzo

Fonte: www.EugenioBenetazzo.com

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Il Governo fa un passo indietro con gli incentivi statali

Pubblicato da jacarta su 10 marzo 2011

Le Iene Italia 1

Le Iene Italia 1

 

Il Governo fa marcia indietro sugli incentivi statli su Energie Rinnovabili

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Decreto Rinnovabili firmato da Napolitano, ora è battaglia legale

Pubblicato da jacarta su 9 marzo 2011

Guerra al Decreto Rinnovabili: la firma di Napolitano apre la strada all’azione legale preannunciata da associazioni e imprese del settore.

Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano

Decreto Rinnovabili: firmato dal Presidente Napolitano: un’altra battaglia persa, ma la guerra è ancora aperta per le aziende di APER, Assosolare, Asso Energie Future e GIFI che, come preannunciato, sono pronte ad avviare azione legale nei confronti di quella che viene ritenuta una legge incostituzionale. Il parere negativo espresso anche in sede UE lasciao ampi margini per l’impugnazione del “decreto blocca Solare“.

A mettere in crisi le imprese dell’energia fotovoltaica è il preavviso troppo breve, solo tre mesi, per l’annullamento del Terzo Conto Energia che fissava gli incentivi per il Solare fino a fine 2013.

Con il Decreto appena firmato da Napolitano, invece, le tariffe stabilite dal Terzo Conto Energia varranno solo per impianti allacciati alla rete entro fine maggio, mentre per tutti gli altri bisognerà attendere nuovo decreto da emanare entro fine aprile.

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Fonte: www.pmi.it – Noemi Ricci

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