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Archivio per la categoria ‘High Tech’

A Story About Steve Jobs And Attention To Detail

Pubblicato da jacarta su 26 agosto 2011

Apple CEO Steve Jobs at the Apple Worldwide Developers Conference in San Francisco in June.

Apple CEO Steve Jobs at the Apple Worldwide Developers Conference in San Francisco in June.

No doubt there are plenty of career retrospectives about the just-departed Apple CEO Steve Jobs today. He did, after all, lead Apple to become the world’s premiere technology company, and for a few moments earlier this month, Apple surpassed Exxon Mobil as the most valuable American company.

But there’s one story, perhaps, that’s piercing because it portrays the exacting nature of Apple’s former CEO. Vic Gundotra — the man behind Google +, the company’s entree into social media — posted a story about an interaction with Steve Jobs.

He writes that on a Sunday morning in 2008, he received a call during a religious service. He didn’t answer, but Jobs left a message saying he had something “urgent to discuss.” Gundotra returned his call almost immediately:

Hey Steve — this is Vic,” I said. “I’m sorry I didn’t answer your call earlier. I was in religious services, and the caller ID said unknown, so I didn’t pick up.”

Steve laughed. He said, “Vic, unless the Caller ID said ‘GOD’, you should never pick up during services”.

I laughed nervously. After all, while it was customary for Steve to call during the week upset about something, it was unusual for him to call me on Sunday and ask me to call his home. I wondered what was so important?

“So Vic, we have an urgent issue, one that I need addressed right away. I’ve already assigned someone from my team to help you, and I hope you can fix this tomorrow,” said Steve.

“I’ve been looking at the Google logo on the iPhone and I’m not happy with the icon. The second O in Google doesn’t have the right yellow gradient. It’s just wrong and I’m going to have Greg fix it tomorrow. Is that okay with you?”

The CEO of Apple — the tech visionary who revolutionized personal computers, the way we listen to music and the way we think of mobile devices — was worried about the yellow in the second “O” in Google. Needless to say the problem was fixed, and Gundotra says it taught him a lesson on leadership and “passion and attention to detail.”

“It was a lesson I’ll never forget,” wrote Gundotra. “CEOs should care about details. Even shades of yellow. On a Sunday.”

Source: NPR.org

 

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iPhone 5 sarà usato come carta di credito

Pubblicato da jacarta su 27 gennaio 2011

iPHONE - Carta di Credito

iPhone 5 e iPad 2 adotteranno con tutta probabilità la tecnologia Near Field Communication, diventando così interessanti strumenti di pagamento. Una nuova rivoluzione è alle porte.

In base alle informazioni divulgate da Bloomberg, i dispositivi iOS di prossima generazione, ovvero iPad 2 e iPhone 5, integreranno con tutta probabilità al loro interno la tecnologia Near Field Communication (NFC), in grado di trasformare i dispositivi mobili in efficaci strumenti di pagamento.

Si tratta in sostanza di un chip inserito all’interno degli apparecchi e in grado di gestire lo scambio di dati a breve distanza; grazie all’utilizzo di speciali terminali di pagamento può prendere così il via la comunicazione, che in questo caso specifico si traduce in uno scambio di denaro.

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Fonte: www.pmi.it – Tullio Matteo Fanti

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Wi-Fi libero libero: aboliti obblighi del decreto Pisanu

Pubblicato da jacarta su 5 gennaio 2011

Wi-Fi senza limiti

Wi-Fi libero: con il Milleproroghe in G.U. sono stati eliminati i pesanti obblighi del Decreto Pisanu. Cosa cambia per utenti e gestori di Internet Point?

Dopo le numerose battaglie, dal primo gennaio 2011 il Wi-Fi in Italia è diventato finalmente libero. Grazie Decreto Milleproroghe, approvato da Consiglio dei Ministri e ora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, vengono infatti eliminati gli obblighi del Decreto Pisanu. Cosa cambia quindi per utenti e gestori di Internet Point?

Decade l’obbligo di chiedere licenza al Questore per la creazione di un hotspot pubblico da parte di bar, ristoranti, hotel, circoli, ecc. (purché la fornitura dell’accesso non costituisca la principale attività). Attenzione però: l’obbligo rimane per gli Internet Point, ma solo fino al 31 dicembre 2011.

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Fonte: www.pmi.it – Tullio Matteo Fanti

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L'ANNO CHE VERRA' – 2011: ultimo treno per l'Ict italiano

Pubblicato da jacarta su 16 dicembre 2010

L'ultimo Treno ICT per l'Italia

Gli analisti: ripresa o precipizio. Il prossimo anno i progetti E-gov e Ngn alla prova dei fatti: “Se non si va avanti si rischia un gap incolmabile con gli altri Paesi”

Era stato annunciato come l’anno della ripresa. Ma il perdurare degli effetti della crisi, la contrazione della spesa e degli investimenti in Ict e il mancato stanziamento delle risorse pubbliche, più volte promesse, a partire da quelle per la banda larga, hanno definitivamente spento gli entusiasmi e soprattutto costretto a rivedere al ribasso le aspettative sull’anno che verrà.
Il 2011 sarà un altro anno duro per il comparto Ict. Il 2010 non è andato malissimo rispetto ad un 2009 passato alla storia come annus horribilis. Ma se il confronto è con l’andamento delle principali economie occidentali, allora la situazione può dirsi disastrosa.

Secondo le stime di chiusura annunciate da Idc al Corriere delle Comunicazioni, il 2010 dell’Ict italiano chiuderà a quota -0,4%. Non sono dunque bastati i segnali di ripresa dell’ultimo semestre a garantire l’inversione di rotta. In Europa occidentale l’anno si chiude a +0,7% e a livello globale si registra un + 3,7%, grazie alle dinamiche dei paesi emergenti.
È il mercato delle Tlc a soffrire di più con una flessione del 2,5%, dovuta principalmente alla forte contrazione dei ricavi nel segmento fisso. L’area dei servizi dati mobile vede una buona crescita degli utenti di servizi broadband, smartphone, tablet, notebook e Internet keys. Tuttavia questa crescita – puntualizza Idc – non compensa il progressivo rallentamento dei ricavi degli operatori, ancora molto legati ai servizi voce.

Il dato negativo delle Tlc è in parte compensato dall’andamento dell’IT, a +2,3%, ma nel 2010 si è però registrata una sofferenza, in linea con il trend europeo, per quel che riguarda i servizi . Il segmento hardware segna una ripresa degli investimenti in conto capitale per rinnovi o upgrade, dopo quasi due anni di congelamento dovuti alla crisi, e all’aumento della domanda di converged mobile devices, infrastrutture di rete e pc.

Per il 2011 Idc prevede calma piatta: il mercato Ict “crescerà” dello 0,2% “la performance di crescita peggiore tra le maggiori economie europee”.

Nonostante ciò, il 2011 sarà un anno fondamentale. “ Le strade possibili sono solo due: o l’Italia riuscirà definitivamente a riprendersi oppure accumulerà un ritardo cronico incolmabile”, sottolinea Federico Ciccone, partner associato di Analysys Mason. Sul piatto ci sono alcune questioni strategiche per il rilancio del Paese: “Da un punto di vista delle politiche governative, bisognerà fare i conti con il piano fibra ossia con la sua effettiva implementazione. E anche per il piano e-gov sarà un anno fondamentale in termini di roll out dei servizi”. L’approdo di Amazon in Italia “avrà un impatto determinante sul fronte dell’avvento di applicazioni e servizi di nuova generazione”, continua Ciccone. E c’è grande attesa anche per il debutto della Apple Tv “che in Italia arriverà più tardi che in altri Paesi, ed è destinata anch’essa a impattare sul mercato delle apps”.

Riflettori puntati anche sulla banda larga mobile che però dopo l’esplosione del 2010 subirà un certo rallentamento. “L’Italia manterrà il primato, anche grazie al traino di nuovi device, come i tablet, ma gli operatori dovranno iniziare a monetizzare i servizi per far fronte alla riduzione complessiva del fatturato”. Secondo le stime di Analysys Mason l’Arpu mobile complessivo (voce e dati) in Italia sarà di 18,9 euro nel 2011 rispetto ai 19,6 del 2010 ed i 21 del 2009. E il fatturato complessivo si attesterà a 42,6 miliardi contro i 42,7 stimati per fine 2010 (dai 43,9 del 2009). E va proprio in questa direzione la diversificazione dei piani tariffari sulla base della quantità di Mb, che di fatto manderà in pensione il modello flat. Sul fronte del broadband fisso l’Italia sconta un grosso gap con gli altri Paesi occidentali anche se la principale causa è rappresentata dalla carenza della domanda più che dal ritardo infrastrutturale.

“È il momento delle scelte coraggiose”, sottolinea Paolo Angelucci, presidente di Assinform. “La nostra preoccupazione non riguarda tanto le performance dell’anno in corso, che già prevedevamo ridotte, quanto le iniziative da prendere ora, affinché le grandi potenzialità dell’IT, quarto settore industriale italiano con oltre 380.000 addetti, motore dell’innovazione e di occupazione qualificata, possano essere colte dal Paese, per avviare una fase di crescita competitiva nel 2011”. Ma per la svolta, secondo Assinform, occorrono provvedimenti di politica industriale stabili, che agiscano sul fronte del credito fiscale e degli incentivi, accompagnati da misure che facilitino l’accesso a finanziamenti bancari.

“La finalità – continua Angelucci – deve essere quella di sostenere sia la domanda IT, premiando le aziende italiane che usano la leva tecnologica per migliorare la propria efficienza/produttività, sia l’offerta di made in Italy tecnologico. In questo contesto vanno favorite fusioni e acquisizioni aziendali con un programma straordinario di ammortizzazione fiscale. Al contempo, le addizionali dall’Irap vanno spostate sull’Ire per stemperare il peso sull’occupazione di questa tassa, particolarmente iniqua per un settore ad alto utilizzo di risorse professionali qualificate quale l’IT”. Determinante anche cambiare le regole delle gare: “I servizi informatici non possono essere acquistati al massimo ribasso, ma per la loro qualità, nell’ambito di un giusto rapporto costi-benefici”.

Fonte: corrierecomunicazioni.it – Mila Fiordalisi

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Satellite Hylas 1 per la banda larga in Europa

Pubblicato da jacarta su 28 novembre 2010

Satellite Hylas 1

Lancio del Satellite Hylas 1

E’ già in orbita Hylas 1, il primo satellite pensato appositamente da e per l’Unione Europea e destinato a fornire di Internet a Banda Larga tutte le zone del Vecchio Continente, soprattutto quelle rurali non raggiunte nemmeno dall’ADSL o dal 3G e dunque stroncate dal digital divide. La missione di Hylas 1 è quella dunque di consentire l’accesso alla banda larga per tutti gli europei, italiani compresi ed è stato messo in orbita sulle nostre teste grazie a una collaborazione con l’ESA (European Space Agency, l’agenzia spaziale europea) partendo dalla tradizionale base in Sud America più precisamente nella Guyana Francese.

Hylas 1 è stato montato su un razzo Arianna 5 che è stato fatto partire dalla base in Guyana Francese (territorio d’oltremare della Francia) raggiungendo in poche ore l’orbita all’altezza desiderata. Con questa innovazione tecnologica sarà possibile fornire di Internet a banda larga tutto il Vecchio Continente, come da mappa qua sopra.

Hanno collaborato al progetto Hylas 1 l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), Avanti Communications e Eads Astrium, per un budget complessivo stimato intorno ai 140 milioni di euro. Oltre a puntare in direzione delle zone rurali italiane aiuterà anche a superare il digital divide in UK, Grecia, Bulgaria, Polonia, Portogallo, Spagna, Francia e tutte le nazioni affacciate. Ma l’Italia – purtroppo vista la situazione e per fortuna visto l’impegno – è in primo piano. Tutto molto bello, però ora attendiamo prezzi e tempistiche del servizio, si dice da 25 euro al mese da Primavera prossima.

Fonte: Tecnocino.it

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La Terra avrà presto una sua centrale solare spaziale fotovoltaica

Pubblicato da jacarta su 25 ottobre 2010

solare_spaziale

Centrale Solare Spaziale

Entro 20 anni la Terra avrà una propria centrale spaziale solare. Ovviamente tutta improntata sulle fonti rinnovabili. Avrà infatti 4.000 m2 di pannelli fotovoltaici orbitanti a 36.000 km dalla Terra che saranno in grado di inviarci grandi quantita’ d’energia pulita. L’ha annunciato l’agenzia spaziale giapponese, la Jaxa. E gia’ nel 2020 la societa’ spaziale europea Eads Astrium 2 conta di lanciarne una piu’ piccola.
La prima volta che si era progettato qualcosa di simile era pura fantascienza, era il 1973 e l’idea fu di un ingegnere Usa, Peter Glaser. Ora invece è più di un semplice progetto e si punta alla realizzazione.grazie a nuovi progressi scientifici, al bisogno di puntare sulle energie verdi per abbattere le emissioni di CO2 e ad una nuova crisi energetica che rischia di profilarsi all’orizzonte.
Nello spazio, infatti, l’energia del Sole (1.371 watt/m2) e’ molto piu’ abbondante che sulla Terra (170 W/m2), dato che la luce non e’ filtrata dall’atmosfera e dalle nuvole. E questa abbondanza fa gola a molti. Tanto piu’ che “i limiti tecnologici di 40 anni fa non esistono piu’” sottolinea John Mankins, ex responsabile del progetto solare spaziale della Nasa e fondatore di una societa’ di ingegneria, la Managed Energy Technology. Mandare nello spazio un’enorme struttura ricoperta di pannelli solari su un’orbita geostazionaria, cioe’ in sincronia con la rotazione della Terra, non e’ certo un problema. Ora rimane solo da capire come portare l’energia generata nello spazio sulla Terra.

Fonte: http://www.tecnologiaericerca.com

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Google, l'auto che guida da sola funziona

Pubblicato da jacarta su 12 ottobre 2010

Auto senza Guidatore

Auto senza Guidatore

La Google Car funziona e ha già percorso più di 200mila chilometri. Lo ha comunicato ieri, tramite il blog dell’azienda di Mountain view, Sebastian Thrun, l’Ingegnere responsabile dello sviluppo del software che permette la guida autonoma

Google ha annunciato ieri, tramite il suo blog ufficiale, che le sperimentazioni dell’auto senza guidatore sono state portate a termine con successo. Le auto equipaggiate con rilevatori di prossimità, gps, telecamere e comandi a controllo automatico, hanno già percorso, in totale, 225 mila chilometri.

Il New York Times è stato testimone casuale del passaggio di una di queste auto. Come riportato oggi dal quotidiano, «chiunque in California abbia percorso la Highway numero uno tra San Francisco e Los Angeles avrà notato una Toyota Prius, con una doppia telecamera sul tetto ma con nessuno alla guida. Dentro s’intravedeva un unico essere umano che si limitava al ruolo di passeggero».

La Google car è dotata di sensori e di un’intelligenza artificiale in grado di controllare la vettura replicando le scelte che compirebbe un essere umano per districarsi nel traffico. Per realizzare la tecnologia necessaria al compimento dei test, l’azienda di Mountain View ha riunito i migliori ingegneri del DARPA Challenge, una serie di gare per auto senza piloti creata dall’area ricerca e sviluppo del dipartimento della difesa degli Stati Uniti.

Sebastian Thrun, autore dell’annuncio sul blog di Google e illustre ingegnere del software, ha quindi dichiarato gli obiettivi del progetto Google car, che consistono nel miglioramento dell’efficienza e della sicurezza delle auto. Se l’esperimento portasse ad un utilizzo sicuro delle “auto-matiche” su strada, di sicuro si potrebbero evitare gli incidenti causati da persone ubriache alla guida o sotto l’effetto di droghe. Non ci sarebbero più colpi di sonno o altre disattenzioni nel traffico da temere.

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Gmail legge, impara e suggerisce

Pubblicato da jacarta su 1 settembre 2010

gmail

Gmail by Google

Google ha introdotto un nuovo sistema di analisi delle email tale per cui, imparando dalle scelte antecedenti compiute dall’utente, suggerisce quali possano essere le email più importanti. Così si combatte l’email overload

Google ha annunciato l’introduzione in Gmail di una nuova funzione deputata al suggerimento delle email più importanti all’interno del flusso ospitato nella posta in arrivo.

La casella di posta, che fino ad oggi aveva puntato tutto sulla quantità consentendo (e suggerendo) di archiviare tutte le email per non perdere mai traccia di nulla, si trova ora costretta ad offrire agli utenti anche un sistema per combattere l’email overload, ossia il sovraccarico da posta elettronica. La soluzione è nella Gmail Priority Inbox, un nuovo tassello che il gruppo aggiunge alla propria offerta per rendere sempre più intelligente il sistema e sempre migliore la risposta offerta a chi ne gestisce gli account.

Gmail, molto semplicemente, impara dalle scelte effettuate nel tempo dall’utente. Se una certa email, ricevuta da un certo mittente, non viene mai letta ed anzi subito cancellata, Gmail “capisce” che è una email di scarsa importanza e quindi la lascia in secondo piano. Al contrario, se ci sono frequenti scambi di email tra due utenti, la posta in arrivo sarà considerata prioritaria e contrassegnata di conseguenza come importante per assicurare che non vada perduta nel quantitativo di posta in arrivo.

La Priority Inbox non ha comunque nulla a che vedere con il filtro anti-spam: la posta indesiderata è filtrata a priori, mentre il nuovo sistema introduce non tanto un parametro di esclusione, quanto più un layer di preferenza per mettere in luce cosa è più importante e cosa lo è meno. Tale funzione è sicuramente importante per l’utenza consumer, la quale si trova spesso invischiata in newsletter o catene di barzellette inviate dagli amici, ma lo è anche e soprattutto per l’utenza business che sulla priorità delle email può potenzialmente costruire successi o fallimenti commerciali.

La nuova interfaccia sarà pertanto rivista mettendo nell’ordine: email importanti, email contrassegnate, altre email. L’attivazione della nuova funzione (in beta release) è disponibile per tutti coloro i quali vedono comparire l’apposita segnalazione sul proprio account – come di consueto le attivazioni sono progressive, dunque potrebbero passare alcune ore prima di veder comparire l’avviso.

Gmail, insomma, va alla ricerca dell’efficienza come dogma fondamentale per la battaglia contro l’eccessiva quantità di informazioni in entrata. Il che, dopo aver promosso la quantità per lunghi anni, significa aver compiuto un importante passo nella direzione della qualità del servizio.

Fonte: PMI.it – Giacomo Dotta

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L'Icann sceglie i sette "salvatori" della Rete

Pubblicato da jacarta su 24 agosto 2010

Internet Corporation Assigned Name & Number

Organismo Assegnazione nomi a dominio e Ip number

L’organismo che gestisce i domini Web ha affidato ad un pool di super esperti di informatica i codici per ripristinare il funzionamento della Rete in caso di cyber attacco disastroso. A ciascuno un frammento della chiave segreta

Sette uomini, sette super esperti di informatica che entreranno in azione in caso di un super attacco hacker capace di mandare in tilt la Rete. Sono quelli a cui l’Icann ha consegnato il “codice segreto” con cui riattivare la Root Zone , il cuore del sistema Dns (Domain Name System) che collega ogni terminale a un indirizzo IP.

Il processo di ripristino si basa sull’adozione del nuovo protocollo Dnssec (Domain Name System Security Extensions), che segnala eventuali intrusioni nei Dns. In caso di cyber-attacco il sistema lancia un allarme, allertando i 7 “cavalieri” di Internet. Ai Recovery Key Share Holders – questo il nome dato ali membri del team di salvataggio -, sono date due identiche smart card con frammenti del codice segreto. Per far ripartire Internet serve l’utilizzo integrato e contemporaneo di almeno cinque delle carte date in dotazione.

Le chiavi della Rete sono state affidate a Bevil Wooding (Trinidad e Tobago), Dan Kaminsky (Stati Uniti), Jiankang Yao (Cina), Moussa Guebre (Burkina Faso), Norm Ritchie (Canada), Ondrej Sury (Repubblica Ceca) e Paul Kane (Regno Unito). Tutti vantando di una lunghissima esperienza nell’ambito dlell’informatica avanzata; come Kaminsky, noto per i suoi studi sull’avvelenamento di cache Dns e per aver rivelato lo scandalo del rootkit di Sony BMG nel 2005.

Fonte: Corrierecomunicazioni.it 29 luglio 2010 di Federica Meta

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Verso una scuola sempre più digitale

Pubblicato da jacarta su 11 marzo 2010

Scuola Digitale

Scuola Digitale

Il futuro dell’istruzione? È digitale. La tecnologia sta arrivando tra i banchi di scuola con le “aule digitali”. Un mercato, quello delle aule informatizzate, che a livello mondiale ha un valore intorno ad 1,8 miliardi di euro. Le aule del futuro prevedono lavagne multimediali interattive, notebook e tablet pc, server e proiettori. Un settore, dunque, in forte crescita sul quale si è gettata la Olivetti, che ha intenzione di lanciare un’offerta completa per il mercato italiano, per poi estenderla al resto d’Europa. Il pacchetto “Scuola Digitale Olivetti” comprende, oltre alle strutture indicate, anche il portale “Olischool”, una piattaforma per la condivisione in rete delle lezioni e delle comunicazioni scuola-famiglia. La piattaforma sarà disponibile in modalità “on demand” attraverso i Data center di Telecom Italia, e consentirà ai genitori, attraverso il collegamento ad Internet e con l’utilizzo di una password personale, di consultare voti, pagelle, scrutini, assenze, circolari informative, e di partecipare attivamente al forum docente/genitore. Il portale consentirà inoltre di prenotare online i colloqui con gli insegnanti e di ricevere via sms la notifica dell’assenza dell’alunno. L’iniziativa sembra avere i contorni di un vero e proprio affare per la Olivetti se si pensa che, solo per le lavagne, si prevede un tasso di crescita annuo del 56%. D’altra parte, se in Italia si punta sulla scuola digitale, dall’altra parte dell’oceano arriva una “retromarcia informatica”. In alcune università statunitensi, infatti, è stato vietato l’uso del pc nelle aule perché, secondo professori e dirigenti, internet distrae eccessivamente gli studenti. La tentazione di social network, chat, YouTube e e-mail è dunque troppo forte e sembra avere facilmente la meglio sulle noiose lezioni tenute dai docenti.

Fonte: www.adginforma.it

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