In pochi ne sono a conoscenza, ma Cristina Fernandez de Kirchner, attuale primo ministro argentino (in vero il titolo è Presidente della Nazione) è con grande presunzione uno tra i primi cinque migliori governatori al mondo. L’Argentina sotto la sua guida, emanazione e continuazione di quella del defunto marito Nestor Kirchner, sta sorprendendo il mondo, in tutti i sensi. Il programma di governo, di impronta socialista se non nazionalista, sta consentendo una impensabile recupero e trasformazione per l’economiadel paese dei Tango Bond che fino a dieci anni fa veniva denigrato ed odiato da quasi tutto il mondo per il suo salutare default finanziario (salutare per la sua popolazione). Sotto la guida di Cristina, l’Argentina ha in meno di cinque anni dimezzato il tasso di povertà (su base demografica) e raddoppiato al tempo stesso il tasso di istruzione, aumentando la percentuale del PIL (dal 3% al 6%) investito in miglioramenti infrastrutturali per l’educazione scolastica proponendo ad esempio l’accesso al web a tutti.
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CRISTINA FACCI SOGNARE
Pubblicato da jacarta su 25 aprile 2012
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IL GRANDE PROTETTORE
Pubblicato da jacarta su 25 aprile 2012
Potete lamentarvi, scioperare o peggio ancora suicidarvi ma il risultato non cambierà: stiamo vivendo una nuova selezione darwiniana sia sul piano imprenditoriale, professionale e familiare. Si salverà in qualità di imprenditore, lavoratore o padre di famiglia chi ha avuto più buon senso e lungimiranza degli altri negli anni passati, preservando il proprio patrimonio, continuando a risparmiare, limitando o proprio evitando il ricorso al debito, investendo nel nuovo che adesso sta emergendo, pensando come si suol dire fuori dal coro. Mi fanno ridere i servizi di inchiesta televisiva predisposti ad hoc dai talkshow italiani per cercare di suscitare la compassionedei telespettatori nei confronti di giovani coppie che si trovano adesso in difficoltà per il mutuo o gli eccessi di debito che hanno contratto con la loro banca. Sull’ultimo che ho visto veniva intervistata una giovane coppia in cui lei (in dolce attesa) lavorava a cottimo su chiamata in una cooperativa mentre lui faceva l’addetto in un call center. Si lamentavano del mutuo e inveivano con la banca perchè aveva inviato loro una comunicazione per il mancato pagamento delle ultime tre rate.
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PREPARATE I FUCILI
Pubblicato da jacarta su 25 aprile 2012
Ma quali scope per far pulizia, preparate piuttosto i fucili perchè il clima che si sta percependo ci sta portando diretti ad un futuro Piazzale Loreto. Ancora non lo capite, noi italiani della democrazia non ce ne facciamo proprio nulla, i recenti retroscena che hanno caratterizzato le cronache leghiste rappresentano l’ennesima dimostrazione di come non esista sulla sfera politica italiana il cosidetto “unto del signore”. Ma quale seconda Repubblica ! Ma quale cambiamento ! Cosa pensate adesso che cambiando per la terza volta tutta la classe politica italiana e pagandoli a 1000 euro al mese improvvisamente e magicamente l’Italia cambi ? Magari in meglio ? Vedrete ripetere a distanza di dieci anni dal primo insediamento le stesse gesta di chi li ha preceduti. Oggi i media nazionali, la rete e persino la base della lega stessa paragonano Umberto Bossi addirittura a Bettino Craxi. Ma come proprio un partito che quasi vent’anni fa si è presentato come l’alternativa al marcio italiano, al favoritismo, all’assistenzialismo, facendo della meritocrazia il suo cavallo di battaglia, si sporca invece di queste stesse manifestazioni di politica aberrante ?
Questo ha portato dal Nord al Sud a vedere sino ai giorni nostri il nuovo Stato italiano come un nemico da sconfiggere e cercare di turlupinare perchè ha disatteso le promesse iniziali: il Nord si è trovato a mantenere a vita il Sud per il suo contributo iniziale, il Sud è stato trasformato in un paese endemicamente povero proprio perchè è stato raggirato al pari di un furfante con l’inganno ad aiutare il Nord in un processo di industrializzazione elargendo oltre la metà delle proprie (allora) ingenti risorse erariali. Lo Stato e la politica pertanto rappresentano solo una “terra di mezzo” da occupare e contingentare con la quale fare affari per conto proprio, creare favoritisimi e rapporti clientelari, gestire le risorse del territorio in partnership con la criminalità e impedire ai giovani emergenti con merito di ribellarsi. Per questo motivo aspiro al giorno in cui un altro clone di Lorenzo il Magnifico riuscirà ad emerge con una impronta politica trasversale, priva di colore o bandiera politica, portavoce di un processo di risanamento popolare e cultura del cambiamento, qualora servisse, anche imposta con la forza. Come italiani abbiamo continuamente dimostrato solo di non essere in grado di gestire i nostri interessi se messi nelle condizioni di concertare democraticamente (almeno sulla carta) su ogni questione vitale, proprio perchè intasati e contraddistinti da mille interessi conflittuali interni che non esisterebbero in un paese con una guida maggiormente autoritaria.
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LA PROPOSTA DEGLI OTIF
Pubblicato da jacarta su 25 aprile 2012
Forse non si desume dall’opinione pubblica occupata a osannare o denigrare il montismo come il nuovo fenomeno politico di portata mediatica, tuttavia la priorità nazionale non è l’art. 18 o il ridicolo sdegno della politica per le esternazioni di Calearo, quanto piuttosto la composizione e la detenzione dello stock di debito pubblico italiano. Attenzione, non mi sto riferendo alla dimensione elefantiaca dello stesso quanto invece a come e quanto in percentuale questo debito è detenuto. Sostanzialmente per farla breve un anno fa circa il 55% del debito pubblico italiano era nelle mani di operatori finanziari istituzionali (banche, fondi & company) tutti rigorosamente non residentiin Italia. Oggi questa percentuale è scesa al 45% grazie alle operazioni di LTRO della BCE che ha consentito alle banche italiane di acquistare una parte consistente del debito, sostenere le quotazioni e realizzare proventi straordinari (che hanno salvato non poco i bilanci delle stesse nello scorso esercizio).
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ULTIMA CHIAMATA
Pubblicato da jacarta su 28 marzo 2012
Tutta l’opinione pubblica con la complicità dei mass media è incentrata ormai da quasi tre mesi solo ed esclusivamente sull’articolo 18. Come sempre l’italiano della strada è pervaso di classismo socialeper cui se sei a favore della sua abolizione allora sei un sporco capitalista, mentre se sei contrario sei un povero comunista. Da oltre otto anni ho delocalizzato la mia vita e la mia attività professionale in un altro paese europeo, questo con l’intento di ricrearmi una sorta di scialuppa di salvataggio nell’eventualità che l’Italia faccia la fine della Costa Concordia (possibilità giorno dopo giorno sempre più elevata). Attenzione ho menzionato il Costa Concordia e non il Titanic, il primo esempio infatti porta a immaginare all’arenamento del paese e non al suo affondamento. Sulla carta infatti abbiamo almeno evitato il baratro finanziario, non che questo debba spegnere la sirena d’allarme che sta suonando da qualche anno.
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TUTTO VERO TUTTO NERO
Pubblicato da jacarta su 19 marzo 2012
L’altro giorno nella marca trevigiana mentre mi accingevo ad entrare in autostrada, in prossimità del casello vi erano due pattuglie di finanzieri che fermavano auto sportive di grossa cilindrata e verificano le varie generalità, in fila c’erano una Corvette, un Cayenne e un Q7 ed i relativi conducenti intenti a gesticolare o inveire. Un venditore presso un concessionario di un noto brand automobilistico d’elite mi ha confidato che negli ultimi tre mesi sono crollate le vendite e molte sono state annullate rimettendoci anche la caparra di fermo veicolo, sono esplosi invece i ritiri dell’usato di grande cilindrata indirizzato verso i paesi dell’area balcanica. Per anni in Italia non si è mai implementata seriamente una caccia all’evasore e tutto ad un tratto diventa la priorità nazionale. Forse più che priorità sarebbe da definirla la contingenza nazionale. In Italia si evade o si favorisce indirettamente l’evasione su larga scala ed a ogni livello, dal povero pensionato al grande industriale.
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UNA RIVOLUZIONE DELLA MENTE
Pubblicato da jacarta su 7 marzo 2012
Da mesi ormai sta aumentando in misura sempre più consistente il numero di email inviate da mamme preoccupate per il futuro professionale ed occupazionale dei loro figli, in particolar modo mi chiedono su quali corsi universitari o in quali paesi dovrebbero indirizzare la preparazione accademica per metterli nelle condizioni di poter avere più chance possibili una volta completato il loro percorso di formazione scolastica. Ahimè proprio le loro ridondanti cure materne e la voglia di proteggerli dal nuovo che avanza rappresentano oggi le più aberranti attenzioni che si possano ricevere in procinto di indirizzarsi sul nuovo mondo del lavoro che verrà. Iniziamo con il decretare la fine per sempre dei percorsi di studio troppo canonici o convenzionali che un tempo si era abituati a intraprendere certi che i sacrifici sarebbero stati successivamente ben ricompensati.
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A VOLTE RITORNANO
Pubblicato da jacarta su 7 marzo 2012
Preparatevi perchè presto in molti rimpiangeranno Mario Monti & Company: tutti i media nazionali sono occupati a commentare le nuove e probabili misure che ha varato e varerà l’attuale esecutivo, nessuno invece si sta concentrando su quanto stanno facendo dietro le quinte i vecchi leader della politica italiana, ormai deposti momentaneamente in cantina. Il piano ed il loro intento è infatti piuttosto comprensibile se ci pensate, Mario Monti è un attore di passaggio nella scena politica italiana (destinato tuttavia a lasciare il segno), i cui obiettivi professionali non sono certo la politica italiana, quanto piuttosto un premio Nobel all’Economia o una candidatura alla Presidenza della Repubblica. Tra un anno infatti la sua missione si esaurirà e a quel punto ecco pronto il Piano B (b come buffonata): far nascere una nuova Democrazia Cristiana intesa come nuova coalizione moderata e trasversalecostituita da istanze separatiste provenienti tanto dal centrodestra quanto dal centrosinistra, con il fine non dichiarato di sbarazzarsi dei partiti minoritari.
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DURA LEX SED LEX
Pubblicato da jacarta su 27 febbraio 2012
Sono anni che mi diverto a postare sulla mia fanpage di Facebook le foto che di volta in volta ho occasione di fare in compagnia del tal personaggio famoso di turno che incontro o che ho modo di conoscere nel corso di qualche conferenza o evento mediatico, in particolar modo non ha prezzo leggere i commenti che lasciano i vari lettori ogni qualvolta ci sono leader o referenti della politica italiana. Nello specifico quando la foto mi ritrae con un esponente del centrodestra, allora ricevo messaggi di delusione o insulti da chi sostiene il centrosinistra. Viceversa il contrario. Il massimo lo da chi si disiscrive dalla fanpage o dal canale YouTube perchè ho fatto questa o quella esternazione riferita ad un movimento politico o a un concetto di pensiero economico. Il classismo sociale rappresenta ancora una sorta di piaga nazionale, forse la principale motivazione per cui questo paese difficilmente muterà il destino che lo attende.
Il classismo sociale porta a denigrare sempre per assunto ideologico stereotipato la proposta o il pensiero della parte opposta. Non importa se un esponente del centrosinistra, del centrodestra, della lega o di un partito minoritario espongono una proposta politica di rilevanza e di lungimiranza, quest’ultima deve essere bocciata a monte proprio perchè proveniente da una forza politica avversa. Questo si evidenzia soprattutto durante una tavola rotonda con esponenti politici in cui è d’obbligo poter identificare l’appartenenza e militanza politica dell’interlocutore che ti sta di fronte, in modo da screditarlo richiamando tutte le nefandezze e insuccessi attribuibili al suo partito politico. Difficilmente invece si da spazio a chi non consente questa identificazione superficiale in quanto ritenuto impermeabile e difficile da gestiredurante un confronto pubblico. In Italia la maggioranza della popolazione è classista e ci tiene ad esserlo.
ho avuto modo di riguardare in vhs una vecchia commedia italiana girata negli Stati Uniti agli inizi degli anni novanta ed intitolata California Dreaming, in cui i vari personaggi, interpretati da noti attori italiani, organizzavano un viaggio coast to coast per visitare, scoprire e conoscere la cultura e la movida americana. Inutile aggiungere che la meta finale doveva essere la tanto desiderata California, lo stato che per eccellenza allora incarnava tutti i sogni ed aspettative di libertà, divertimento, appagamento e spensieratezza di vita. Sono passati ormai quasi 20 anni da quella pellicola, direi che oggi dovrebbero proporre un remake intitolandolo California Nightmare. Di certo lo stato amministrato da Sforzrnegger oggi ha ben poco di paradisiaco o difficilmente ti permette di vivere in un’atmosfera da sogno, senza pensieri, proiettati alla continua ricerca del divertimento che nel film in questione si percepisce.
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ITALIA DREAMING
Pubblicato da jacarta su 17 febbraio 2012
Alcune sere fa ho avuto modo di riguardare in vhs una vecchia commedia italiana girata negli Stati Uniti agli inizi degli anni novanta ed intitolata California Dreaming, in cui i vari personaggi, interpretati da noti attori italiani, organizzavano un viaggio coast to coast per visitare, scoprire e conoscere la cultura e la movida americana. Inutile aggiungere che la meta finale doveva essere la tanto desiderata California, lo stato che per eccellenza allora incarnava tutti i sogni ed aspettative di libertà, divertimento, appagamento e spensieratezza di vita. Sono passati ormai quasi 20 anni da quella pellicola, direi che oggi dovrebbero proporre un remake intitolandolo California Nightmare. Di certo lo stato amministrato da Sforzrnegger oggi ha ben poco di paradisiaco o difficilmente ti permette di vivere in un’atmosfera da sogno, senza pensieri, proiettati alla continua ricerca del divertimento che nel film in questione si percepisce.
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