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NO DELLA PUGLIA ALL’IMPIANTO EOLICO OFF-SHORE

Pubblicato da jacarta su 31 ottobre 2011

Pannelli solari

Ieri mattina la conferenza decisoria convocata dalla Regione Puglia per acquisire i pareri degli enti territoriali in merito al progetto per il mega-impianto eolico off-shore di Manfredonia ha determinato – sulla base dei pareri negativi dei comuni di Zapponeta e Margherita di Savoia, della Provincia Bat, dell’Ente Nazionale Parco del Gargano e dell’Arpa Puglia – il proprio parere negativo sul procedimento interno che fa capo al Ministero dell’Ambiente. La decisione che conferma posizioni già precedentemente espresse dalla Regione, si basa sul forte impatto paesaggistico oltre che sulle ripercussioni ambientali, in merito alle rotte prioritarie degli uccelli migratori in zona di Capitanata, e archeologiche sul sito storico a mare del parco di Siponto. “La condivisione, in sede di conferenza, di questi elementi ha determinato – si legge in una nota – il parere in ragione dell’eccessivo stress ambientale procurato dalla realizzazione del progetto e dalle ripercussioni in termini di attività di pesca e di navigazione con grave pregiudizio economico per il territorio, non compensato dalle ricadute previste dall’impianto”. “Ribadisco una volta di più – dichiara l’assessore alla Qualità dell’Ambiente, Lorenzo Nicastro – la contrarietà di questo governo regionale ad opere, anche in termini di energia rinnovabile, che costituiscano una violenza al territorio. La Puglia è una terra di accoglienza e non abbiamo bisogno di mostri marini dinanzi alle nostre coste. Infine, a dimostrazione della bontà del lavoro di verifica tecnica fatta dalla struttura regionale, sono contento che la nostra posizione sia stata supportata da altri pareri negativi degli enti territoriali”. (9colonne)

Fonte www.9colonne.it

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ENEA PUNTA SULLE AGRO-ENERGIE

Pubblicato da jacarta su 31 ottobre 2011

Pannelli solari

Il 25 ottobre si è svolto all’Enea il workshop “De re rustica: Energia, Innovazione e Governance”, sulle potenzialità delle filiere dell’agro-energia e dell’efficienza energetica e sul ruolo strategico che l’agricoltura può svolgere per contribuire al mix energetico del Paese. Sono state messe in luce  le potenzialità energetiche ed ambientali che la valorizzazione delle nuove tecnologie in agricoltura è in grado di determinare per il sistema Paese, e una particolare attenzione è stata posta alla necessità – ormai improrogabile – di una legislazione che sia funzionale alle specificità dello sviluppo economico sostenibile del settore Agricoltura. Secondo il commissario dell’Enea, Giovanni Lelli, “il pericolo di una deriva energetica dell’impresa agricola richiede  l’esigenza di ottimizzare la governance esistente per la migliore valorizzazione  del settore, per vigilare su un uso coerente degli incentivi governativi alle rinnovabili, per evitare un’occupazione spesso incontrollata del suolo agricolo e un aumento eccessivo delle produzioni no-food, che minano fortemente lo sviluppo sostenibile del sistema agricolo e rurale del nostro Paese. L’Enea può  mettere a disposizione le sue competenze tecnico-scientifiche nei campi dell’energia da biomassa e da fotovoltaico , dell’efficienza energetica e dell’innovazione  per sostenere lo sviluppo di una green economy dell’agricoltura”. Il Piano d’Azione Nazionale per l’energia rinnovabile 2010 del Governo prevede una percentuale del 45% di tutta l’energia rinnovabile prodotta entro il 2020 in termini di energia elettrica, termica e biocarburanti, proveniente dalle filiere della biomassa del sistema agricolo. L’Enea, che è responsabile del Piano d’Azione Efficienza Energetica, è impegnata da tempo nella definizione di un “Pacchetto Certificati Bianchi” per le filiere dell’efficienza energetica e per le agro-energie. E’ stato stimato un contributo alla politica energetica europea al 2020 per un risparmio di energia da fonti fossili di circa 14 Mtep, e un beneficio ambientale dovuto alla riduzione di circa 40 Milioni di tonnellate di CO2 in atmosfera. In collaborazione con le associazioni di categoria, Enea ha evidenziato che il sistema agro-alimentare richiede un consumo di energia pari a circa 20 Mtep, di cui 16,3 Mtep dalle imprese agricole e 3,1 Mtep dall’industria alimentare. Il fatturato complessivo del sistema agro-alimentare, con circa 200 miliardi di euro, di cui un terzo provenienti dall’agricoltura e per gli altri due terzi dall’industria alimentare, contribuisce per oltre il 12% al PIL.  L’Enea, in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole, ha individuato una serie di interventi di efficienza energetica e di produzione di energia da rinnovabili nelle filiere agricole finalizzati alla riduzione della spesa energetica e degli impatti ambientali. Questi interventi, basati essenzialmente sull’efficienza energetica e sull’energia da biomasse, consentono di  integrare il reddito economico delle aziende agricole, e allo stesso tempo,  favoriscono l’occupazione e la nascita di nuove professioni , i cosiddetti “green jobs”. Gli interventi individuati per il sistema agricolo riguardano l’ottimizzazione energetica ed ambientale dei sistemi serra e delle produzioni biologiche, la riduzione degli sprechi alimentari, l’applicazione delle coperture vegetali agli edifici e la produzione di energia da biomassa. Il titolo del convegno ha preso spunto dal trattato De re rustica di Lucio Giunio Moderato Columella,  scritto nel I secolo d.C. , costituito da dodici libri, che rappresenta il primo trattato delle pratiche agricole in uso nelle aree dell’Impero Romano. (9colonne)

Fonte www.9colonne.it

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QUARTO CONTO ENERGIA, PUBBLICATA LA GRADUATORIA DEI GRANDI IMPIANTI ISCRITTI AL REGISTRO

Pubblicato da jacarta su 30 luglio 2011

GSE
GSE

Il Gestore dei Servizi Energetici pubblica la graduatoria dei grandi impianti iscritti al Registro che rientrano nei limiti di costo (Elenco A), elaborata – come previsto dal Decreto Ministeriale 5 maggio 2011 -  secondo i seguenti criteri di priorità:

 

  • data di fine lavori dell’impianto
  • anteriorità della data del titolo autorizzativo
  • minore potenza dell’impianto
  • precedenza della data di iscrizione al Registro

E’ pubblicato, inoltre, l’elenco degli impianti che,  pur avendo presentato richiesta di iscrizione al Registro, non sono inclusi in
graduatoria poiché risultano già entrati in esercizio (Elenco  B).

Venerdì 15 luglio il GSE aveva pubblicato la graduatoria redatta sulla  base dei dati dichiarati dai Soggetti Responsabili relativi ai suddetti criteri  di priorità. Poiché l’analisi della documentazione allegata alla  richiesta di iscrizione, iniziata subito dopo la pubblicazione, ha evidenziato  la mancanza di documenti essenziali per l’iscrizione nonché numerose
incongruenze e difformità tra quanto dichiarato dai Soggetti Responsabili e  quanto si deduceva dalla documentazione inviata
, lunedì 18 luglio il  GSE ha dovuto ritirare gli elenchi e procedere all’analisi di merito della
documentazione.

La complessità di tale attività di valutazione, data anche la  numerosità delle domande pervenute pari a circa 5mila per oltre 6mila megawatt  di potenza, ha dilatato i tempi di verifica e di pubblicazione della  graduatoria.

Nelle prossime settimane, il GSE pubblicherà anche la graduatoria degli  impianti iscritti al Registro che non rientrano nei suddetti limiti di costo  (Elenco C) e l’elenco degli impianti esclusi (Elenco  D).

Si precisa che l’inclusione nella graduatoria non garantisce l’accesso  agli incentivi. Il riconoscimento delle tariffe potrà avvenire solo dopo l’entrata in esercizio degli impianti, quando il GSE potrà verificare la reale corrispondenza tra l’impianto realizzato e quello autorizzato, il rispetto di  tutti i requisiti previsti dalla normativa, nonché l’assenza delle condizioni ostative di cui agli articoli 23 e 43 del D.lgs. 28/11.

Elenco A

Elenco B

Fonte: www.gse.it

 

 

 

 

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INCENTIVI, TUTTI COL FIATO SOSPESO

Pubblicato da jacarta su 10 luglio 2011

Pannelli solari

Fiato sospeso per gli incentivi alle imprese dell’energia rinnovabile. Nelle bozze della manovra economica del Governo circolate in questi giorni si prevedeva il taglio del 30% degli incentivi al settore delle rinnovabili a partire dal 1 gennaio 2012. Nonostante che la versione sottoposta all’attenzione del Capo dello Stato sia stata emendata di questo provvedimento lo stato di preoccupazione da parte di tutti gli operatori italiani e stranieri resta altissima. Non sono bastate neanche le rassicurazioni dei giorni scorsi dei ministri Paolo Romani e Stefania Prestigiacomo e neanche le parole del sottosegretario allo Sviluppo Stefano Saglia: “il taglio agli incentivi nella manovra non c’era e non c’è e non ci sarà”. Valerio Natalizia, presidente di ANIE/GIFI, Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane, ritiene che “le voci che si sono rincorse da giovedì 30 giugno hanno creato il panico nel settore, molti operatori hanno rinunciato ad investire. II comparto del fotovoltaico esce stremato da quattro mesi di totale blocco a seguito del provvedimento di sospensione degli incentivi contenuto nel Decreto Legislativo 3 marzo 2011, n. 28 di attuazione della direttiva sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili e che ha causato numerosi fallimenti e sensibili riduzioni del personale. Ora ancora voci di possibili tagli agli incentivi appena fissati. Il settore delle rinnovabili ha bisogno di stabilità e sicurezza. Chiediamo al governo impegni precisi”. Le imprese aderenti ad ANIE/GIFI ancora una volta ribadiscono che il settore fotovoltaico rappresenta una voce importante nel settore dell’energia rinnovabile, soprattutto alla luce dei risultati del referendum sul nucleare. Solo in queste ultime settimane si iniziavano a registrare i primi timidi segnali di ripresa, una ripresa comunque lenta. Gli istituti di credito nazionali, seppur con molte paure e perplessità, stavano tornando ad investire nel settore. Ma le voci provenienti da Roma rendono complicata qualsiasi pianificazione. C’è chi crede ormai che nel nostro Paese sia difficile fare un contratto con lo Stato. (9colonne)

Fonte www.9colonne.it

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ITALIA – CINA, UN PROGETTO D’AVANGUARDIA

Pubblicato da jacarta su 10 giugno 2011

Treelux Solar Tower

Treelux Solar Tower

Firmato alla presenza di Mr. Sun, responsabile per l’ Europa del Ministero del Commercio Estero Cinese, un importante contratto tra Saim Energy (società d’ingegneria italiana), la cinese Sino Solar (società della conglomerata Sinocome, attiva nel campo delle energia rinnovabile e produttore di pannelli solari) ed il Gruppo Yuraku di Singapore (anch’esso attivo nella distribuzione di pannelli solari e nella realizzazione di campi fotovoltaici) per lo sviluppo di un sistema particolarmente innovativo di produzione di energia denominato TST (Treelux Solar Tower), brevettato da Saim Energy. Il sistema, basato sui flussi di vento derivanti dalla differenza di pressione e da quelli indotti dall’aria surriscaldata per effetto serra, avrà una potenza di 16 Mw con una produzione corrispondente ad un impianto eolico di 70 Mw, con costi particolarmente interessanti. Sino Solar oltre alla fornitura di parte della componentistica del progetto (tra cui le turbine ed un’innovativa copertura fotovoltaica in thin film) promuoverà la certificazione finale della producibilità con la prestigiosa Università di Tsinghua, certificazione con cui si prevede venga ottenuto il sostegno del sistema bancario cinese per il finanziamento del progetto pilota che dovrebbe essere realizzato in Puglia, dove è già stato presentato, ottenendo apprezzamento ed interesse, al presidente della Regione Nicky Vendola. Sino Solar, una volta realizzato e testato il prototipo, porterà ordini per la realizzazione in Cina di almeno 30 torri solare per un valore commerciale di oltre 1 miliardo di euro. E’ allo studio anche la realizzazione di una torre solare nel territorio greco, ed in relazione alla detta operazione è stata coinvolta la greca Fillo Energy. (9colonne)

Fonte www.9colonne.it

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ASSOSOLARE, I DUBBI SUL IV CONTO ENERGIA

Pubblicato da jacarta su 5 giugno 2011

Pannelli solari

Gianni Chianetta, presidente di Assosolare ha scritto una lettera al direttore della divisione operativa del GSE Gestore dei Servizi Energetici, Gerardo Montanino, per chiedere chiarimenti su alcune criticità, dubbi interpretativi e problematiche operative riguardo al IV Conto Energia e al Decreto Rinnovabili. Criticità, quelle esposte da Assosolare al GSE, rilevate dalle imprese associate nel corso di un’ampia consultazione interna all’associazione. Intento della lettera di Assosolare, contribuire positivamente al lavoro del GSE e al buon funzionamento del IV Conto Energia, mettendo in rilievo alcune delle tematiche più critiche ed urgenti secondo le 90 aziende del fotovoltaico rappresentate da Assosolare. Tra i chiarimenti alcuni riguardano il Registro per i grandi impianti, che “pone ancora, a valle della pubblicazione delle Regole tecniche, diversi dubbi interpretativi che mettono in difficoltà gli operatori sia per quanto riguarda le tariffe incentivanti a cui si potrà accedere nelle varie e numerose casistiche possibili, sia per quanto riguarda le modalità di calcolo ai fini del raggiungimento dei tetti (CAP) di spesa previsti”. C’è poi il premio del 10% previsto per gli impianti il cui costo di investimento per quanto riguarda i componenti sia per almeno il 60% riconducibile ad una produzione realizzata nell’ Unione Europea: “non risulta chiara la tipologia di certificati richiesti, né i contenuti e i criteri del certificato di ispezione di fabbrica al fine di consentire il rilascio del certificato da parte di organi certificatori riconosciuti, né quali siano tali organi certificatori. Non è chiaro fin dove si spinga la definizione di componente (Se si pensa ad esempio ad un pannello, il componente è il pannello stesso o il singolo elemento costitutivo, come la cella? Se un’azienda extra UE apre una linea di assemblaggio in Italia o acquisisce un produttore di pannelli in UE, il pannello è ammesso al premio?)”. Nella lettera si legge infine: “Centinaia di richieste di convenzione inviate da dicembre 2010 ad oggi attraverso il canale informatico del GSE per il cosiddetto “salva Alcoa” del 2° conto energia risultano ancora inevase pur essendo trascorsi i 60 giorni a disposizione del GSE per rispondere. Servono dunque urgenti chiarimenti perché questo sta comportando per molti operatori difficoltà economiche ed extra costi finanziari. Senza contare il mancato incasso di incentivi e proventi derivanti dalla valorizzazione dell’energia prodotta”. (9colonne)

Fonte www.9colonne.it

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RINNOVABILI, INVESTITORI ESTERI CHIEDONO MAXI RISARCIMENTO

Pubblicato da jacarta su 16 maggio 2011

Pannelli solari

A causa delle modifiche del quadro normativo sull’energia rinnovabile, un gruppo di operatori esteri del fotovoltaico ha chiesto allo Stato italiano il risarcimento dei danni subiti per un valore stimato di 500 milioni di euro come solo danno emergente, senza contare il lucro cessante. È quanto inoltrato alle commissioni Industria, Ambiente e Attività produttive dai legali dello studio Bonelli Erede Pappalardo, che rappresenta il gruppo di operatori stranieri (Photovoltaic Operators Investors – POI) nel procedimento giudiziale avviato contro lo Stato italiano. Sotto accusa le norme contenute nel Quarto Conto Energia e il Dlgs n. 28/2011 sulle rinnovabili. Per il gruppo di investitori – che include AES Solar Energy BV, Akuo Energy Sas, Fotowatio Renewable Ventures, Martifer Solar S.A., Siliken S.A. Solarig N-Gage S.A. e Wurth Solar GmbH & co. KG – il decreto firmato dai ministri Prestigiacomo e Romani rappresenta la conferma “di come il quadro normativo sia drasticamente cambiato e si riveli del tutto penalizzate per chi, facendo affidamento sul Terzo Conto Energia, ha intrapreso investimenti da realizzarsi entro il 2011 e il primo trimestre del 2012 sostenendo costi per oltre 500 milioni di euro”. Secondo le aziende, il Trattato sulla Carta dell’Energia di Lisbona è stato infatti disatteso dall’Italia. In particolare il Dlgs n. 28/2011 sulle rinnovabili è stato emanato appena tre mesi dopo l’inizio dell’applicazione del Terzo Conto Energia e ha determinato un sostanziale peggioramento del quadro normativo italiano relativo al comparto. Oggi, con il varo del decreto sugli incentivi del Quarto Conto Energia si peggiora ulteriormente il quadro normativo e di conseguenza il pregiudizio subito dal gruppo di aziende. La distinzione tra piccoli e grandi impianti; l’introduzione di un complesso meccanismo di accesso alle tariffe incentivanti e il decalage degli incentivi rispetto a quanto previsto dal Terzo Conto Energia, si configurano come chiare violazioni degli obblighi previsti dal Trattato firmato a Lisbona nel 1994. “In caso di soccombenza dello Stato italiano – scrivono nella lettera il professor Luca Radicati di Brozolo e l’avvocato Catia Tomasetti – tali importi dovranno essere versati ai ricorrenti dallo Stato stesso e dunque graveranno in ultima analisi sui cittadini che, peraltro, si vedranno anche privati dei benefici che sarebbero derivati dagli investimenti pregiudicati”. Nel contenzioso internazionale avviato dalle aziende, che negli ultimi anni hanno intrapreso investimenti per circa 1,5 miliardi di euro, è evidenziato come le norme contenute nel Quarto Conto Energia (così come quelle già contenute nel Dlgs n.28/2011) violino gli obblighi nascenti dal trattato di promozione e tutela degli investimenti previsti dall’articolo 10 parte Terza del Trattato sulla Carta dell’Energia, che impone agli Stati contraenti di accordare agli investitori di altri Stati contraenti un trattamento corretto ed equo, proibendo in particolare misure irragionevoli o discriminatorie, e segnatamente che violino il legittimo affidamento. Secondo quanto previsto dal Trattato, terminato il periodo di 90 giorni per un eventuale accordo bonario, i ricorrenti potranno rivolgersi a 3 organismi internazionali: l’Icsid (International Centre for the Settlement of the Investment Disputes); la Camera Arbitrale di Stoccolma; l’Uncitral (Commissione delle Nazioni Unite per il Diritto Commerciale Internazionale). (9colonne)

Fonte www.9colonne.it

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Fotovoltaico, converrà anche senza incentivi

Pubblicato da jacarta su 8 maggio 2011

Pannelli solari

La strada della competitivita′ economica del fotovoltaico rispetto alle altre fonti energetiche e′ segnata: diminuzione dei costi della tecnologia e aumento della penetrazione nei mercati elettrici permetteranno all′energia fotovoltaica di raggiungere la ′′grid parity′′ nel giro di qualche anno, in Italia prima che altrove. Sono i dati emersi dalla terza edizione dell′Italian PV Summit, che ha preceduto Solarexpo e Greenbuilding, il doppio appuntamento in corso in Fiera a Verona.

Secondo lo studio della European Photovoltaic Industry Association, illustrato da Ingmar Wilhelm, presidente dell′European Photovoltaic Industry Association, ′′in Italia sara′ conveniente produrre elettricita′ con il fotovoltaico anche senza incentivi rispetto ad acquistarla dalla rete gia′ nel 2013 per impianti da 100 kWp. Per le taglie a dimensione familiare, 3 kWp, il sorpasso avverra′ due anni dopo′′. Secondo lo stesso studio nel 2020 produrre un chilowattora con il solare costera′ la meta′ rispetto ad adesso. A seconda della tipologia, taglia e localizzazione degli impianti, si passera′ dal range attuale di 0,16-0,36 euro/kWh a 0,08-0,20 /kWh nel 2020, passando per 0,10-0,24 nel 2015.

′′Occorrera′ del tempo affinche′ il sistema bancario ci si abitui – e′ il parere di Giuseppe Sofia, ad di Conergy – ma il tempo ci sara′, perche′ la parita′ non verra′ raggiunta dall′oggi al domani. L′esempio del solare termico in Grecia, che ha continuato la sua crescita anche dopo la fine degli incentivi, fa ben sperare, ma si potrebbe pensare ad altre forme di sostegno come gli sgravi fiscali′′. ′′Gia′ ora – precisa Francesco Meneguzzo, ricercatore Cnr-Ibimet – il fotovoltaico sta facendo sentire il suo peso nella competizione tra le fonti, che si concretizza in un calo del prezzo dell′energia durante i picchi di domanda′′. I relatori presenti ai convegni di Verona hanno prospettato scenari energetici in cui il contributo del fotovoltaico nel mix elettrico sara′ sempre piu′ rilevante.

′′Anche in Italia – ha affermato Winfried Hoffman, vicepresidente dell′associazione europea – l′obiettivo del Piano di Azione nazionale, 8 GW al 2020, verra′ polverizzato in breve tempo. Il tetto di cui si parla per il quarto conto energia e′ di 23 GW al 2016, con ogni probabilita′ al 2020 si supereranno i 30 GW, in gradi di produrre 38-39 miliardi di chilowattora all′anno

Fonte www.ANSA.it

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TERNA, QUINTUPLICATI GLI INVESTIMENTI

Pubblicato da jacarta su 28 aprile 2011

TERNA

Terna Rete Elettrica

Oltre 62mila km di linee elettriche in alta e altissima tensione distribuite su tutto il territorio nazionale, 22 linee di interconnessione con i paesi esteri, 383 stazioni di trasformazione. Vanta questi numeri la rete elettrica di trasmissione nazionale di cui Terna “primo operatore indipendente in Europa e settimo al mondo” è proprietaria e gestore, nonché responsabile anche del dispacciamento, programmazione, sviluppo e manutenzione. Una rete diffusa e capillare, che assicura parità di accesso a tutti i produttori e utenti, garantendo un servizio elettrico sicuro, continuo e con elevati standard di qualità. E che è in continua e progressiva crescita. Solo dal 2005 a oggi infatti Terna ha realizzato più di 2.200 km di nuovi elettrodotti, oltre 30 stazioni elettriche e connesso alla rete circa 7mila MW di energia prodotta da impianti e fonti rinnovabili. Tutto questo grazie agli ingenti investimenti programmati per lo sviluppo della rete: nell’ultimo quinquennio la società guidata da Flavio Cattaneo ha moltiplicato per 5 gli investimenti che sono passati da 260 milioni alla cifra record di 1.160 milioni di euro a fine 2010. La realizzazione di infrastrutture ha comportato diverse migliorie al sistema: su tutte, l’eliminazione di molti “colli di bottiglia”, strozzature di rete che impedivano il necessario passaggio di energia per far fronte alle richieste del Paese, un maggior utilizzo di capacità produttiva per la copertura in sicurezza del fabbisogno nazionale, una consistente riduzione delle perdite di rete e degli sprechi. Per i prossimi anni è prevista un’ulteriore accelerazione degli investimenti per ammodernare la rete elettrica: secondo il nuovo Piano Strategico 2011-2015, presentato il 14 febbraio scorso, nel prossimo lustro Terna investirà circa 5 miliardi di euro, con interventi che coinvolgeranno 200 imprese per un totale di forza lavoro pari a 10mila persone. Nel Piano, in particolare, rientra il riassetto elettrico delle maggiori aree metropolitane del Paese: Roma, Milano, Torino, Napoli, Genova, Palermo. Oltre a una serie di opere strategiche da realizzarsi da Nord a Sud. (9colonne)

Fonte: www.9colonne.it

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Il Governo fa un passo indietro con gli incentivi statali

Pubblicato da jacarta su 10 marzo 2011

Le Iene Italia 1

Le Iene Italia 1

 

Il Governo fa marcia indietro sugli incentivi statli su Energie Rinnovabili

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