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L'ANNO CHE VERRA' – 2011: ultimo treno per l'Ict italiano

Pubblicato da jacarta su 16 dicembre 2010

L'ultimo Treno ICT per l'Italia

Gli analisti: ripresa o precipizio. Il prossimo anno i progetti E-gov e Ngn alla prova dei fatti: “Se non si va avanti si rischia un gap incolmabile con gli altri Paesi”

Era stato annunciato come l’anno della ripresa. Ma il perdurare degli effetti della crisi, la contrazione della spesa e degli investimenti in Ict e il mancato stanziamento delle risorse pubbliche, più volte promesse, a partire da quelle per la banda larga, hanno definitivamente spento gli entusiasmi e soprattutto costretto a rivedere al ribasso le aspettative sull’anno che verrà.
Il 2011 sarà un altro anno duro per il comparto Ict. Il 2010 non è andato malissimo rispetto ad un 2009 passato alla storia come annus horribilis. Ma se il confronto è con l’andamento delle principali economie occidentali, allora la situazione può dirsi disastrosa.

Secondo le stime di chiusura annunciate da Idc al Corriere delle Comunicazioni, il 2010 dell’Ict italiano chiuderà a quota -0,4%. Non sono dunque bastati i segnali di ripresa dell’ultimo semestre a garantire l’inversione di rotta. In Europa occidentale l’anno si chiude a +0,7% e a livello globale si registra un + 3,7%, grazie alle dinamiche dei paesi emergenti.
È il mercato delle Tlc a soffrire di più con una flessione del 2,5%, dovuta principalmente alla forte contrazione dei ricavi nel segmento fisso. L’area dei servizi dati mobile vede una buona crescita degli utenti di servizi broadband, smartphone, tablet, notebook e Internet keys. Tuttavia questa crescita – puntualizza Idc – non compensa il progressivo rallentamento dei ricavi degli operatori, ancora molto legati ai servizi voce.

Il dato negativo delle Tlc è in parte compensato dall’andamento dell’IT, a +2,3%, ma nel 2010 si è però registrata una sofferenza, in linea con il trend europeo, per quel che riguarda i servizi . Il segmento hardware segna una ripresa degli investimenti in conto capitale per rinnovi o upgrade, dopo quasi due anni di congelamento dovuti alla crisi, e all’aumento della domanda di converged mobile devices, infrastrutture di rete e pc.

Per il 2011 Idc prevede calma piatta: il mercato Ict “crescerà” dello 0,2% “la performance di crescita peggiore tra le maggiori economie europee”.

Nonostante ciò, il 2011 sarà un anno fondamentale. “ Le strade possibili sono solo due: o l’Italia riuscirà definitivamente a riprendersi oppure accumulerà un ritardo cronico incolmabile”, sottolinea Federico Ciccone, partner associato di Analysys Mason. Sul piatto ci sono alcune questioni strategiche per il rilancio del Paese: “Da un punto di vista delle politiche governative, bisognerà fare i conti con il piano fibra ossia con la sua effettiva implementazione. E anche per il piano e-gov sarà un anno fondamentale in termini di roll out dei servizi”. L’approdo di Amazon in Italia “avrà un impatto determinante sul fronte dell’avvento di applicazioni e servizi di nuova generazione”, continua Ciccone. E c’è grande attesa anche per il debutto della Apple Tv “che in Italia arriverà più tardi che in altri Paesi, ed è destinata anch’essa a impattare sul mercato delle apps”.

Riflettori puntati anche sulla banda larga mobile che però dopo l’esplosione del 2010 subirà un certo rallentamento. “L’Italia manterrà il primato, anche grazie al traino di nuovi device, come i tablet, ma gli operatori dovranno iniziare a monetizzare i servizi per far fronte alla riduzione complessiva del fatturato”. Secondo le stime di Analysys Mason l’Arpu mobile complessivo (voce e dati) in Italia sarà di 18,9 euro nel 2011 rispetto ai 19,6 del 2010 ed i 21 del 2009. E il fatturato complessivo si attesterà a 42,6 miliardi contro i 42,7 stimati per fine 2010 (dai 43,9 del 2009). E va proprio in questa direzione la diversificazione dei piani tariffari sulla base della quantità di Mb, che di fatto manderà in pensione il modello flat. Sul fronte del broadband fisso l’Italia sconta un grosso gap con gli altri Paesi occidentali anche se la principale causa è rappresentata dalla carenza della domanda più che dal ritardo infrastrutturale.

“È il momento delle scelte coraggiose”, sottolinea Paolo Angelucci, presidente di Assinform. “La nostra preoccupazione non riguarda tanto le performance dell’anno in corso, che già prevedevamo ridotte, quanto le iniziative da prendere ora, affinché le grandi potenzialità dell’IT, quarto settore industriale italiano con oltre 380.000 addetti, motore dell’innovazione e di occupazione qualificata, possano essere colte dal Paese, per avviare una fase di crescita competitiva nel 2011”. Ma per la svolta, secondo Assinform, occorrono provvedimenti di politica industriale stabili, che agiscano sul fronte del credito fiscale e degli incentivi, accompagnati da misure che facilitino l’accesso a finanziamenti bancari.

“La finalità – continua Angelucci – deve essere quella di sostenere sia la domanda IT, premiando le aziende italiane che usano la leva tecnologica per migliorare la propria efficienza/produttività, sia l’offerta di made in Italy tecnologico. In questo contesto vanno favorite fusioni e acquisizioni aziendali con un programma straordinario di ammortizzazione fiscale. Al contempo, le addizionali dall’Irap vanno spostate sull’Ire per stemperare il peso sull’occupazione di questa tassa, particolarmente iniqua per un settore ad alto utilizzo di risorse professionali qualificate quale l’IT”. Determinante anche cambiare le regole delle gare: “I servizi informatici non possono essere acquistati al massimo ribasso, ma per la loro qualità, nell’ambito di un giusto rapporto costi-benefici”.

Fonte: corrierecomunicazioni.it – Mila Fiordalisi

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Browser, una battaglia rovente come l'estate

Pubblicato da jacarta su 25 luglio 2009

La guerra dei browser non è mai stata tanto rovente come in questo periodo. Nel giro di pochi mesi, infatti, si sono avvicendati i rilasci di Internet Explorer 8, Safari 4, Google Chrome 2.0 e, poco più di una settimana fa, Firefox 3.5. Della nuova generazione di browser farà presto parte anche Opera 10, attualmente in avanzata fase di beta testing.
È dunque più che mai interessante dare uno sguardo alle ultime statistiche di diffusione dei software di navigazione web, sia per verificarne l’attuale posizione sul mercato sia per osservare con quanta velocità gli utenti aggiornano i rispettivi browser.

Secondo i dati preliminari di giugno 2008 divulgati ai media da Net Applications, e di prossima pubblicazione qui, Internet Explorer ha una quota di mercato globale del 65,6 per cento contro il 68,2 di fine 2008. Firefox segue con una quota del 22,1, guadagnando 1,2 punti percentuali. Crescita analoga anche per Safari, che passa dal 7,8 al 9 per cento, e per Chrome, che dall’1 si assesta al 2 per cento.

Sebbene Firefox 3.5 abbia già superato, per diffusione, il suo più giovane rivale Chrome, Net Applications fa notare che Firefox si trova ormai da diversi mesi in una posizione di stallo: negli ultimi sei mesi il browser di Mozilla è cresciuto di appena un punto percentuale, e rispetto a tre mesi fa, quando registrava una quota del 22,44 per cento, ha persino perso qualcosina.

Più o meno stabile anche la posizione del leader di mercato, Internet Explorer, segno che IE8 sta assolvendo al suo compito: arginare “la fuga” di utenti e dare a Microsoft il tempo di concepire un browser completamente nuovo per l’era del cloud computing.

Tra i browser a maggior crescita c’è Safari, che il 4 luglio ha fatto registrare un picco di oltre il 12 per cento grazie soprattutto ai download della nuova versione 4.0, a cui hanno già migrato più della metà dei suoi utenti. I numeri indicano infine che Chrome ha oggi fra i 15 e i 20 milioni di utenti regolari.

Vale sempre la pena ricordare che le statistiche di diffusione dei browser possono variare anche notevolmente da un paese o da un continente all’altro. Dati più mirati, in tal senso, li fornisce StatCounter, che permette di osservare le quote e i trend di mercato dei vari browser (anche mobili) per zona geografica e con differenti finestre temporali. La classifica europea di questo primo scorcio di luglio mostra un testa a testa tra IE e Firefox, con il primo al 46,3 e il secondo al 40 per cento. Seguono Opera con il 7, Chrome con il 2,9 e Safari con il 2,8 per cento. Dati molto diversi da quelli del Nord America, dove IE detiene ancora saldamente la leadership con il 56 per cento e Firefox si posiziona al 32.

Fote: Punto-Informatico.it

Situazione attuale diffusione dei browser in Italia

StatCounterGlobal

Source: StatCounter Global Stats – Browser Market Share

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Browser, una battaglia rovente come l'estate

Pubblicato da jacarta su 25 luglio 2009

La guerra dei browser non è mai stata tanto rovente come in questo periodo. Nel giro di pochi mesi, infatti, si sono avvicendati i rilasci di Internet Explorer 8, Safari 4, Google Chrome 2.0 e, poco più di una settimana fa, Firefox 3.5. Della nuova generazione di browser farà presto parte anche Opera 10, attualmente in avanzata fase di beta testing.
È dunque più che mai interessante dare uno sguardo alle ultime statistiche di diffusione dei software di navigazione web, sia per verificarne l’attuale posizione sul mercato sia per osservare con quanta velocità gli utenti aggiornano i rispettivi browser.

Secondo i dati preliminari di giugno 2008 divulgati ai media da Net Applications, e di prossima pubblicazione qui, Internet Explorer ha una quota di mercato globale del 65,6 per cento contro il 68,2 di fine 2008. Firefox segue con una quota del 22,1, guadagnando 1,2 punti percentuali. Crescita analoga anche per Safari, che passa dal 7,8 al 9 per cento, e per Chrome, che dall’1 si assesta al 2 per cento.

Sebbene Firefox 3.5 abbia già superato, per diffusione, il suo più giovane rivale Chrome, Net Applications fa notare che Firefox si trova ormai da diversi mesi in una posizione di stallo: negli ultimi sei mesi il browser di Mozilla è cresciuto di appena un punto percentuale, e rispetto a tre mesi fa, quando registrava una quota del 22,44 per cento, ha persino perso qualcosina.

Più o meno stabile anche la posizione del leader di mercato, Internet Explorer, segno che IE8 sta assolvendo al suo compito: arginare “la fuga” di utenti e dare a Microsoft il tempo di concepire un browser completamente nuovo per l’era del cloud computing.

Tra i browser a maggior crescita c’è Safari, che il 4 luglio ha fatto registrare un picco di oltre il 12 per cento grazie soprattutto ai download della nuova versione 4.0, a cui hanno già migrato più della metà dei suoi utenti. I numeri indicano infine che Chrome ha oggi fra i 15 e i 20 milioni di utenti regolari.

Vale sempre la pena ricordare che le statistiche di diffusione dei browser possono variare anche notevolmente da un paese o da un continente all’altro. Dati più mirati, in tal senso, li fornisce StatCounter, che permette di osservare le quote e i trend di mercato dei vari browser (anche mobili) per zona geografica e con differenti finestre temporali. La classifica europea di questo primo scorcio di luglio mostra un testa a testa tra IE e Firefox, con il primo al 46,3 e il secondo al 40 per cento. Seguono Opera con il 7, Chrome con il 2,9 e Safari con il 2,8 per cento. Dati molto diversi da quelli del Nord America, dove IE detiene ancora saldamente la leadership con il 56 per cento e Firefox si posiziona al 32.

Fote: Punto-Informatico.it

Situazione attuale diffusione dei browser in Italia

StatCounterGlobal

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Italia.it riapre i battenti

Pubblicato da jacarta su 20 luglio 2009

logo_italiaIl portale del turismo italiano è tornato. Il logo “It”, che tanto aveva fatto discutere è scomparso, rimpiazzato da una scelta stilistica molto più sobria e minimalista

Il primo impatto con il nuovo sito Italia.it è di grande effetto, ma non per la grafica accattivante o per la particolare tecnologia delle pagine, bensì per i contenuti fotografici. Il ministero del Turismo ha infatti lasciato parlare la storia, la cultura, l’arte e i paesaggi dei luoghi del nostro paese per far leva sull’interesse dei navigatori.

Spicca su tutto la qualità fotografica del sito, i video proposti assomigliano molto a degli spot televisivi, mentre la parte interattiva dei tour virtuali adotta una soluzione a cui ci aveva già abituato l’applicazione Street View di Google. C’è poi uno spazio dove è possibile fare prenotazioni dirette per gli alberghi, con tanto di motore di ricerca e directory divisa per regione, provincia e città.

In realtà, precisa il ministro del Turismo Maria Vittoria Brambilla, la versione che è andata online è una demo che intende assolvere esclusivamente la funzione di spot promozionale per il nostro Paese.

Lo staff ha voluto pertanto garantire un primo apporto alla stagione turistica in corso. Nel frattempo, la redazione di Italia.it si è messa al lavoro per dare attuazione a quello che è invece il progetto del nuovo portale dell’Italia, che sarà pronto in autunno e che dovrà rispondere a tutte le esigenze del turista che oggi naviga in rete.

Poco più di cinque milioni è lo stanziamento per il nuovo Italia.it (a fronte dei 45 milioni utilizzati in precedenza per il vecchio portale) che è stato realizzato in collaborazione con l’Aci. La parte promozionale, su cui la Brambilla ha puntato molto, vera novità del sito, permetterà a tutte le strutture ricettive di avere una propria pagina gratuita sul sito oltre che di effettuare direttamente le prenotazioni.

Fonte: PA.NET

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